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L'autore
Cristiano Totaro ha ideato questo portale nel duemilaquattro, come spazio di discussione libero e condiviso sulla consulenza e sulle pratiche filosofiche.
info
Il Progetto
.perchè la filosofia non rimanga chiusa nelle università;
.perchè la filosofia possa diventare veramente dialogo;
.perchè la filosofia torni ad interessarsi dell'uomo;
.perchè la filosofia sia qualcosa di condiviso;
.perchè la filosofia possa farci crescere e ritornare umani;
.perchè la filosofia non rimanga relegata ai margini della società,
ma torni ad essere un punto di riferimento per tutti noi.
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Letture >> |
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Ernst Bloch e Karl Löwith interpreti
di Marx, Il Prato, Padova 2005
Diego Fusaro
Uno dei maggiori problemi irrisolti che Karl Marx ha lasciato in eredità ai suoi
interpreti riguarda la legittimità della speranza in sede pratica e teoretica,
tanto nella cornice del suo pensiero quanto nel più ampio orizzonte della
filosofia.
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L’intera opera marxiana sembra enigmaticamente in bilico tra le
opposte dimensioni della scienza e della speranza: quasi come se, per quel che
riguarda il tramonto del capitalismo e l’instaurazione della società
comunista, sussistesse un’identità tra il «dovere in senso morale» (sollen) e il «dovere in senso fisico» (müssen);
con la conseguente aporia per cui, a seconda della
prospettiva adottata, ci si trova a sperare in qualcosa che dovrà
necessariamente accadere, o a dare una veste scientifica alla speranza. Questa
problematica sovrapposizione in Marx delle dimensioni eterogenee della
speranza e della scienza può essere chiarita tramite le lenti interpretive di Ernst
Bloch e di Karl Löwith: la loro linea interpretativa scorge in Marx il filosofo
della speranza più che della scienza, riconoscendo nella sua riflessione un’ineludibile
tensione utopica rispetto alla quale la scienza sarebbe un fenomeno secondario e
funzionale. Entrambi sostengono la centralità del momento della speranza in
Marx, ma in forza delle concezioni antitetiche di questo sentimento che essi
fanno valere all’interno della propria riflessione filosofica, finiscono poi
per valutarlo in maniera opposta. Tanto per Bloch quanto per Löwith la vera
anima del marxismo è la speranza: un’anima che però è letta dal primo come
il punto di forza della teoria di Marx, dal secondo come il suo tallone
d’Achille.
testo e recensione di Diego Fusaro
data di pubblicazione: dicembre 2005
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