<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-15"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>il BLoG di ConsulenzaFilosofica.com</title><description>News dal BLoG di CF</description><link>http://www.consulenzafilosofica.com/blog.asp</link><language>it</language><item><title><![CDATA[blog:short reflection on... del: 14/02/2007 18.20.11 ]]></title><description><![CDATA[Sulla felicità e la sua ricerca si sprecano fiumi di parole, a volte sensate, a volte completamente fuori luogo; ma cos'è veramente la felicità, 

è qualcosa di raggiungibile? E la sua ricerca non è solo perdita di tempo, che allontana le nostre esistenze da un senso autentico del vivere, 

se questo esiste? Eppoi è meglio vivere assaporando tutti i momenti della vita, positivi e non, intermedi, annoiati, insensati, curiosi,  strani 

e normali, tragici, o meglio è cercare... il meglio assoluto, con sforzo e tensione continua?<br>Il film di Muccino, grazioso, tenero, crudele, 

come la vita sa essere, mi fa pensare a un'altra visione delle cose; le critiche parlano di un padre che con il suo lavoro fatica non poco a 

guadagnare i soldi per sopravvivere, e che dopo vari momenti in cui tocca il fondo, riesce a conquistare un posto ambito, dove si guadagna, e 

quindi, parallelo necessario, si è qualcuno, e ancora, si è felici.<br><br>Non so se il senso del film sia questo, ma a me non è parso, e da qui 

le lodi a Muccino e interpreti vari: la felicità che manifesta il padre nella scena finale non è contraddistinta da una separazione prima-male, 

ora-bene, prima fatica, ora soldi e successo, ma è contraddistinta dall'essere un attimo, un istante, un breve momento, quello subito dopo aver 

appreso la notizia, di lacrime e gioia, in cui gli sforzi, gli studi, la vicinanza nei momenti peggiori al figlio, le sfighe continue, si sono 

condensate nella persona in carne ed ossa. La felicità mi è parsa breve, intensa, nata come ricerca di qualcosa di meglio, ma senza perdere di 

vista la faticosa normalità, attimo di esplosione, singolarità che tornerà ad essere assorbita dalla normale vita, non certo promessa eterna, 

raggiungimento finale, e tantomeno soldi e successo.<br>Le persone che il protagonista nei momenti difficili guarda come esempi di successo 

nella vita, perchè sorridenti e danarose, nella scena finale sono intorno a lui, e non sono sorridenti, ma camminano velocemente nella frenesia 

quotidiana.]]></description><link><![CDATA[http://www.consulenzafilosofica.com/blog_mostra_post.asp?id=78]]></link><dc:creator><![CDATA[totaro]]></dc:creator><category><![CDATA[La ricerca della felicità]]></category></item><item><title><![CDATA[blog:short reflection on... del: 13/01/2006 16.53.09 ]]></title><description><![CDATA[Alcune domande meritano certamente una riflessione: perchè un portale sulla consulenza filosofica e perchè un blog al suo interno?<br>
L'idea di un portale dedicato alla consulenza filosofica mi venne molto tempo fa: dal 2003 mi interesso e mi occupo attivamente di consulenza filosofica e mi sembrò già allora che mancassero dei siti di riferimento sia per chi lavorava nel campo sia per chi era semplicemente interessato alla materia. <br>Pensai allora a come creare un'interfaccia che fosse non solo un semplice sito internet personale dove indicare cosa facevo e chi ero; anzi a tuttoggi tale pagina non esiste ancora! L'idea era più complessa e comprendeva appunto la possibilità per qualsiasi utente interessato di dialogare e comunicare con quanti fanno parte di questo mondo.<br>Lo sviluppo del sito nacque quindi soprattutto come un momento di condivisione di tutte quelle tematiche e quegli argomenti riconducibili alla consulenza filosofica, al counseling, alla filosofia.<br>Oggi posso dire che parte del lavoro è stata fatta ed è online, ovviamente occorre ancora molto entusiasmo e lavoro per creare dei contenuti utili e interessanti.<br>
Per quanto riguarda la seconda domanda, e cioè perchè un blog (ma anche perchè un forum, ecc.)?
E' mia opinione che Il web rappresenti un mondo di potenzialità enormi, talvolta non del tutto comprese e sfruttate, talvolta forse sottovalutate; è luogo comune che i filosofi non abbiano molta dimestichezza con il computer, considerato un mezzo freddo, a volte pericoloso. Non nego inoltre che esistano dinamiche in cui un uso eccessivo e incontrollato del pc possa alimentare un distanziamento dalla vita reale (e la moltiplicazione dei blog personali ne è un segnale importante). Il punto però è: riesco ancora a controllare, almeno in parte, l'uso che faccio di questo mezzo; e questo mezzo, in realtà, mi sta usando?<br>E poi, il web può dare qualche apporto allo sviluppo delle tematiche relative a un particolare argomento? Devo dire che a volte le discussioni su forum (per esempio) presentano aspetti notevoli da questo punto di vista e riflessioni che sinceramente è difficile trovare anche all'interno delle aule universitarie.<br>Allora, se i servizi di un sito internet vengono concepiti e usati come forma ulteriore di riflessione, dialogo, ecc., forma ulteriore e non unica, forse possono risultare servizi utili, di condivisione ulteriore degli argomenti che più interessano l'ospite.<br>E' in questo senso che va inteso il blog di CF; non un blog ad uso personale, ma un modo ulteriore per riflettere sul mondo della consulenza filosofica. E chissà che non ne esca qualcosa di interessante!<br><br>Totaro Cristiano]]></description><link><![CDATA[http://www.consulenzafilosofica.com/blog_mostra_post.asp?id=77]]></link><dc:creator><![CDATA[totaro]]></dc:creator><category><![CDATA[Web e Filosofia]]></category></item></channel></rss>