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Imparare a vivere una vita umana?1

Silvia Bevilacqua

Dopotutto nessuno può scrivere
o dire la vita prima che avvenga,
lei gira a piacere tra mistero e bugia,
sempre pronta a sorprenderti e smentirti...

A partire dai primi passi che ho mosso nella pratica filosofica ho avuto la consapevolezza che questo cammino si dirigesse verso una autentica metamorfosi, conversione, ripensamento di ogni presente della mia visione del mondo. Questa è per me la filosofia, o meglio come sottolinea Cosentino il fare filosofia2.


Si perché è necessario distinguere, il fare filosofia (filosofare) e la filosofia. La prima, auspica ad un coinvolgimento totale della presenza a sé dell'individuo, l'altra ha lo scopo di organizzare il pensiero in modo coerente rispetto ad alcuni concetti assunti come fondamentali e veritieri.
Il filosofare presuppone e suppone una pratica, una quotidianità di pensiero e azione ferma, costante, volonterosa, un'azione che si realizza nell'accordo con il proprio sistema di valori e credenze.
Filosofare significa pensare questo accordo. Perciò la cura per vivificare oggi la filosofia è allontanarla, dal rigido discorso accademico e condurla, accoglierla nella narrazione vissuta di ogni individuo.
Questo il senso della domanda iniziale, a cui non intendo dare alcuna giustificazione o risposta assertiva ma che cercherò di motivare con alcune considerazione aperte al vaglio di chiunque abbia desiderio di farlo. Questo perché il filosofare presuppone, innanzi tutto, un'apertura di sé all'altro e una concessione gratuita per l'altro di osservare e comprendere ciò che penso, ciò che vivo.
Qui ha inizio il filosofare dalla vita di ognuno di noi, dalla narrazione di sé. In questo confronto si realizza ciò che intendo per formazione, un confronto dialogico in cui l'apprendimento non si riduce a memorizzazione del dato ma si apre ad una moltitudine di questioni, domande, autonome e critiche. Imparare nel filosofare non significa riempire spazi interiori che riteniamo vuoti poiché:

Sarebbe bello, Agatone, se la sapienza fosse di natura tale da scorrere, dal più pieno al più vuoto di noi, per il solo contatto reciproco, come l'acqua scorre, attraverso il filo di lana, dalla tazza più colma a quella più vuota.3


Imparare innanzi tutto, come tensione verso la sapienza, cammino e amore verso la sapienza, nella consapevolezza che l'essere umano sia sempre mancante e che questa mancanza sia lo slancio vitale che lo conduce a vivere la vita stessa.
I bambini conoscono bene questo stupore, questa sete della ricerca, questa spinta come quando osservano le nuvole che

Certe volte sono bianche
E corrono e prendono la forma dell'airone
O della pecora o di qualche altra bestia
Ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri 4


O lo stesso fanno con la realtà quotidiana, accolgono il senso poetico delle cose, ossia le sfumature con cui la vita si colora.
I bambini ci rivelano questo segreto, essi non comunicano asserzioni, ma pongono domande, non cercano la verità ma ricercano il senso della scoperta, ascoltano i racconti per coglierne l'intensità emotiva, le sensazioni di gioia, di paura e mistero, attendono l'attimo dell'arrivo del lupo per goderne le sensazioni di terrore misto a curiosità. Imparare è pensare, aprire la strada ad una progettualità di scelta, dinamica, flessibile, priva di intenzioni sistematiche o fondative.
Presto nella vita si dimentica quel furore creativo, quell'immaginare poetico dell'infanzia e si vota ad un pensiero rigido, chiuso, che rifugge il cambiamento e la domanda. S' inciampa nella credenza che un Io fermo, stabile, possa dare più sicurezza allo scorrere del fiume dell'esistenza. Così ci opponiamo al cambiamento senza alcun tentativo di comprenderlo.
Come giustamente fa notare Jon Graziano nell'articolo Che cos'è la consulenza filosofica: L'occidente si muove nella logica aristotelica e non contempla le sfumature, e questo nella vita pratica diventa un difetto notevole, al contrario, nelle filosofie orientali la definizione di qualcosa che si conosce...resta aperta e raccoglie in sé ogni sfumatura di qualsiasi caso.

Ciò significa, tolleranza, rispetto, coscienza critica, flessibilità di pensiero apertura ad un mondo che non è solo il nostro mondo ma innanzi tutto il mondo della natura di cui noi umilmente siamo solo una semplice traccia. Vivere la vita umana significa operare una conversione nei confronti di essa, nella consapevolezza che essa sia sfumatura di vita e morte, felicità e dolore, presenza e assenza, non come polarità opposte ma come fenomeni che si intersecano e si completano uno nell'altro.
Se, filosofare significa cogliere e vivificare in sé e per sé la propria esistenza, allora la consulenza filosofica, come pratica del filosofare, dovrebbe tendere a questo scopo. Non si ha la presunzione di asserire che chi giunge in consulenza non sappia "vivere una vita umana", ma che semplicemente ha dimenticato la rotta verso cui il timoniere era diretto.
Qualsiasi attività pratica ha bisogno di esercizio, se si trascura questo si perde in allenamento. Nella consulenza filosofica si ritrova questo sapore del sentire di esserci, di essere concorde e in accordo con le proprie scelte, di avvicinarsi a sé attraverso la cura di sé.
Vi è una forte componente etica nel fare filosofia, in questo saper darsi ascolto e dare ascolto, partendo dal particolare e personale vissuto per giungere a comprenderne la nostra presenza in una dimensione cosmica, di vita umana. Per questo ogni consulente filosofico deve abbracciare l'epoché, il relativismo e accogliere la diversità nella sua più intima essenza, scoprendo che la vita è semplicemente una congiunzione di caso e necessità di cui noi possiamo esserne costruttori.

Imparare a vivere una vita umana attraverso la pratica filosofica significa darsi l'opportunità di deliberare, appropriarsi dei propri valori di riferimento e sostanzializzarli nell'agire individuale e nella collettività.
Una moralità relativa al contesto, e consapevole delle dinamiche del cambiamento.

Se ti attieni a questo, senza aspettarti nulla e senza nulla fuggire, ma accontentandosi di agire sempre in armonia con la natura e di essere coraggiosamente sincero in ogni tua parola tu vivrai felice. E non vi è nulla che può impedirtelo. Marco Aurelio, Pensieri.

note:

1 Imparare a vivere una vita umana? è tratta da Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica, Einaudi, 2002, Prefazione p. XV. Domanda che ha ispirato questo scritto.
2 A. Cosentino, "Filosofare" e "Filosofia" nel curriculum della P4C.
3 Platone, Simposio, 175d.
4 da Le nuvole di Fabrizio De André.



articolo di Silvia Bevilacqua


data di pubblicazione: giugno 2006


gli articoli sono proprietà intellettuale dei rispettivi autori che hanno concesso la pubblicazione nel nostro portale.


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